Palestre e Centri di Personal Trainer: come creare un fantastico team di professionisti
Se è la prima volta che atterri sul mio blog, mi presento rapidamente solo per farti capire che, so bene quello di cui ti sto per parlare. Sono Fabio Marino, il fondatore del Brand Kinesis Sport, Centri medico-fisioterapici-personal trainer diffusi sul territorio italiano ed elvetico. Sono stato il primo personal trainer della Brianza nel lontano 2006 quando ancora, questa attività, era sconosciuta alla maggior parte della popolazione. Oggi naturalmente non svolgo più la professione e mi occupo “solo” dello sviluppo strategico dei miei Centri e di quelli nuovi in apertura.
Entriamo nel merito dell’argomento di oggi…
Non basta soddisfare il cliente, bisogna lavorare sui collaboratori. Nell’articolo di oggi vediamo come scegliere gli “ingredienti” necessari per avere una squadra di Trainer felici, che ottiene grandi performance.
Non mi stancherò mai di ripetere quanto sia importante riuscire a creare un team coeso e affiatato che si muove per il bene dell’azienda e quindi per il bene dell’imprenditore. Solo lavorando sul team i titolari d’impresa di palestra o Centri di Personal Trainer, possono prendersi delle meritate vacanze, lasciando in gestione l’attività, come un aereo con il pilota automatico.
Mi piace spiegarlo con l’illuminante esempio del movimento di uno stormo di uccelli. Lo stormo, si muove funzionalmente, con lo scopo ben preciso di raggiungere l’obiettivo desiderato, la destinazione finale, la sua meta. I principi che dominano il movimento così organizzato dello stormo sono tre. Lo stormo ha sempre una:
• Direzione = Scopo da raggiungere (meta).
• Posizione = Ruolo di ciascun componente con compiti ben precisi.
• Distanza interna = Che viene rispettata senza interferire con gli altri componenti per evitare scontri.
Un’azienda funziona nello stesso identico modo. Ogni componente deve avere un suo preciso ruolo. E per ogni ruolo ci devono essere delle mansioni, scritte, non dette a voce. Purtroppo questo è un tasto dolente che in pochi riescono a mettere in atto. Un titolare si aspetta che assumendo un nuovo collaboratore, egli debba ricoprire una determinata mansione, ma poi anche tutta un’altra serie di “compiti satelliti”, (per esempio fare telefonate se c’è bisogno, assistere altri collaboratori ecc.).
Per carità, tutto si può fare, non c’è niente di sbagliato in questo. Ma, la cosa fondamentale, è che deve ESSERE DETTO-PRIMA-e-MESSO-PER ISCRITTO tramite linee guida procedurali che in pochi creano. I compiti che spettano ad ogni mio nuovo collaboratore vengono specificati verbalmente in fase di colloquio, in forma scritta sul regolamento quando firmano il contratto, e poi li vedono mettere in pratica durante le ore di affiancamento ad un personal trainer più esperto che lavora da anni. Se poi il personal trainer è irrispettoso, il consiglio che do ai titolari di palestra che assisto, è di eliminarlo nel più breve tempo possibile in modo educato.
Ogni componente ha una posizione che deve rispettare. Un’impresa matura ha sempre al suo interno una gerarchia di figure più o meno importanti. È brutto da dire, ma è la verità pura e semplice, in ogni azienda. Un’attività ben fatta è costituita come una piramide ed è riconosciuta anche dall’interno, dai suoi componenti, come tale. Questa gerarchia di importanza non deve mai far venire meno l’umiltà dei componenti del team perché la mancanza di essa mina inesorabilmente la stabilità della squadra che sarà destinata a disgregarsi. E l’imprenditore non vuole che questo accada.
Lavorare in team significa non pensare più solo al proprio lavoro in modo egoistico per la propria personale crescita o per il proprio tornaconto economico. Lavorare in squadra significa essere disposto a crescere nel gruppo, con esso, e per il gruppo.
Se ciò non avviene, forse si ha a che fare con un professionista individualista che non aiuterà più di tanto nel raggiungimento degli obiettivi aziendali condivisi e non darà valore al gruppo favorendone la crescita.
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Ogni componente deve pensare che ha delle responsabilità non solo nei confronti dei titolari, ma anche nei confronti degli altri colleghi. Deve favorirne la crescita e deve essere disposto al sacrificio anche non retribuito per far crescere un collega che si trova in stato di bisogno, così come qualche collega ha fatto tempo prima proprio con lui. Questa è la mentalità di tutto il team. Da anni nei miei centri andiamo avanti così e non cambieremo mai il nostro modo di pensare perché è troppo vincente e appagante. Tutti devono sviluppare un’“intelligenza condivisa” e pensare a cosa si deve fare per raggiungere risultati in team, per un bene comune e quindi poi anche del singolo stesso. La gratificazione che deriva da risultati raggiunti in gruppo è molto più appagante della gratificazione raggiunta in solitudine. Anche perché se poi si vuole festeggiare i risultati ottenuti, con chi si festeggerebbe? Col team quando c’è la possibilità perché le cose vanno bene e c’è tempo per farlo, si può uscire a cena, organizzare momenti ludici di gruppo o team building. Questo l’ho sempre fatto per continuare a favorire la coesione del gruppo e per festeggiare il progredire dell’azienda. I collaboratori non sono obbligati a venire, ma essendo stati abituati a ragionare in team, saranno i primi a farsi in quattro per essere presenti all’evento organizzato per loro.
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Dott.Fabio Marino
Founder Centri Kinesis Sport
Imprenditore e coach di professionisti della salute: pianificazione strategica aziendale, leadership e creazione di un Team, automatizzazione d’Aziende sanitarie.
Laureato in Scienze motorie con master in posturologia e terapia manuale.
Laureato in Economia della Start-up con master in Amministrazione, gestione e finanza aziendale
Autore dei libri “REALIZZA IL TUO SOGNO” e “IL VIAGGIO: DA PROFESSIONISTA AD IMPRENDITORE IL SUCCESSO SI PIANIFICA ALLA SCRIVANIA”.
Per maggiori informazioni: segreteria@kinesisport.com
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